Il reddito disponibile delle famiglie americane nel secondo trimestre è diminuito dello 0,1% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2025. Ciò nonostante, i consumi sono cresciuti del 2,3%.
Le famiglie hanno mantenuto il loro tenore di vita accantonando il 38% in meno rispetto a quanto avevano risparmiato un anno prima.
E’ dall’agosto del 2024 che il risparmio delle famiglie si riduce costantemente rispetto all’anno precedente e il tasso di risparmio è sceso al 2,7% (alla fine del 2021 era al 6,6%).
Parallelamente cresce il credito al consumo. A giugno era del 3,7% più elevato rispetto a un anno prima.
Non risparmiare (praticamente spendono il 97,3% del reddito) e indebitarsi per mantenere il tenore di vita non è una strada che può portare lontano.
Chi non spende è invece l’amministrazione pubblica. La spesa espressa in termini reali è rimasta invariata rispetto ad un anno prima. Anche le spese militari, una volta deflazionate dalla crescita dei prezzi, risultano leggermente in calo (-0,3%). In termini nominali sono cresciute del 5,5%, ma l’aumento dei prezzi praticato delle imprese del settore della difesa ha provveduto ad assicurarsi la possibilità di incrementare gli utili grazie ai maggiori stanziamenti per il Pentagono.
E’ andato bene l’export (+5,3%), ma le importazioni hanno sottratto la domanda al sistema economico nazionale per il 4,2%. Il contributo netto dall’interscambio con l’estero è quindi poco più dell’1%.
Nel complesso, la domanda al netto degli investimenti è stata dell’1,8%, in rallentamento rispetto al 3,8% conseguito nel primo trimestre.
Nonostante la debolezza della domanda, gli investimenti non residenziali sono cresciuti del 6,1%. Se non teniamo conto delle infrastrutture industriali e commerciali, gli investimenti crescono del 9,1%.
I timori che queste spese non diano i frutti che ci si aspetta non sono quindi del tutto infondati. Se i redditi non crescono, alla lunga non potrà crescere la domanda di beni e servizi per le imprese e quegli investimenti finiranno per “arrugginirsi”. Al momento le famiglie stringono la cinghia e si indebitano, ma il credito può sempre svanire in qualunque momento, se le insolvenze dovessero crescere.
Il prodotto interno lordo (GDP +2.1%) cresce pertanto soprattutto grazie alle spese delle imprese, ma in rallentamento rispetto al trimestre precedente (+2,7).
Anche l’AI non può fare miracoli.