L’oro si avvia a chiudere l’anno come miglior investimento. A fine ottobre era quotato oltre i 4.000 $/oz., con un incremento rispetto all’inizio dell’anno del 54% e del 38% se convertito in euro. Il trend rimane crescente, nonostante che ad ottobre sia sceso di oltre l’8% dai massimi (4.381 $). Una inversione potrebbe avvenire solo se scendesse al di sotto dei 3000 $ (-25% dai prezzi attuali).
La domanda mondiale di
oro, sostenuta sia dai timori geopolitici che dalle aspettative di minor rendimenti
sui titoli obbligazionari, è cresciuta nei primi nove mesi di quest’anno del 10%.
La spinta maggiore è venuta dagli investitori retail che tra lingotti, monete ed ETF, hanno aumentato gli acquisti dell’87% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In particolare, se la domanda di lingotti, monete e medaglie è cresciuta del 9,8%, a dare impulso al mercato sono stati soprattutto gli ETF, in quanto da venditori netti nel primo semestre dell’anno scorso (per 25 tonnes) sono diventati acquirenti netti per quasi 620 tonnes.
Tutte le altre componenti della domanda come la
gioielleria (-20,2%) e gli impieghi tecnici-industriali (-1.1%) sono risultati
in calo.
In calo anche gli
acquisti da parte delle banche centrali, che nei nove mesi si fermano a 634
tonnes contro le 724 dello stesso periodo del 2024 (-12,5%). Tra i maggiori
acquirenti vi sono le Banche centrali della Polonia, della Cina e
