25 ottobre 2025

Conti finanziari a fine giugno 2025


Sono continuati anche nel secondo trimestre di quest’anno gli acquisti sul mercato azionario italiano da parte degli investitori esteri. A fine giugno detenevano l’equivalente del 50,8% della capitalizzazione di Borsa. E’ un trend che salvo rari momenti di pausa prosegue almeno dalla fine del 2023 e dovrebbe essere proseguito, in base ai dati pubblicati da Bankitalia, anche nei primi due mesi del terzo trimestre.

Insieme agli investitori esteri, sono stati acquirenti netti anche le società non finanziarie, che hanno portato la loro quota tra il primo e il secondo trimestre dal 15,1% al 15,8%.

Alla crescita di 0,7 punti percentuali da parte delle società non finanziarie fa da contrappunto la discesa di analoga entità da parte del sistema finanziario, che riduce la quota sul totale della capitalizzazione di Borsa dal 23 al 22.3%.

Le famiglie, forse intimorite dai cali delle quotazioni avvenuti nei primi mesi di quest’anno e accentuatesi ad aprile, dopo l’annuncio dei dazi da parte dell’Amministrazione Trump, hanno preferito invece ridurre le posizioni azionarie, portando la loro quota dall’11,3% all’11,1% (erano all’11,4% a fine 2024).

Nonostante la riduzione all'esposizione azionaria, la quota sul totale delle attività detenute dalle famiglie è rimasta la più alta degli ultimi 20 anni, superando il 30% del patrimonio finanziario, a cui si deve aggiungere la quota posseduta nei fondi comuni di investimento, pari al 14%.

Rimane consistente anche la liquidità (banconote e depositi) che, per quanto in calo dal 2020, rappresenta ancora oltre un quarto della ricchezza delle famiglie. Le obbligazioni integrano con un altro 8% insieme alle posizioni assicurative che contano per poco più del 3%.



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