Giovedì scorso ho partecipato all'evento "Investire in un mondo che cambia" presso la Borsa Italiana. Ciò mi ha dato lo spunto di rivedere e approfondire quanto avevo scritto nella nota del 18 ottobre scorso. Riprendo qui il punto essenziale dell'argomento che intendo affrontare.
La variazione percentuale annua dell’indice S&P500 può essere scomposta in tre componenti:
1°) la crescita effettiva degli eps;
2°) la crescita “attesa” degli eps a dodici mesi;
3°) l’eccesso (positivo o negativo) del mercato verso le quotazioni azionarie,
Il grafico seguente riporta l'andamento di queste tre componenti.
La barra azzurra indica l'andamento degli eps effettivi nell'ultimo anno (+10,5% ad ottobre). Quella verde esprime la differenza tra gli utili previsti tra dodici mesi e quelli effettivi. Poiché gli eps attesi tra un anno sono stimati in aumento del 17%, si desume che la differenza rispetto agli utili effettivi è del 6,6%. Rimane uno scarto di 1,1 punti percentuali (barra rossa) che si può attribuire allo scostamento delle quotazioni rispetto agli utili (effettivi e attesi).
Pertanto, si può sostenere che al momento le quotazioni stiano riflettendo sia la crescita effettiva degli utili dell'ultimo anno che le aspettative sugli utili futuri. Non vi sarebbe alcun eccesso nell'andamento dei prezzi azionari.
Eppure non si fa altro che chiedersi se l'intelligenza artificiale (AI) sia in una bolla o meno. Vediamo allora di replicare questa analisi al settore tecnologico incluso nell'indice S&P500.
Anche nel caso del settore Information Technology emerge chiaramente che la crescita delle quotazioni azionarie è sostanzialmente dovuta alla crescita effettiva degli utili per azione (barra azzurra) dell'ultimo anno. Poiché la crescita prevista a dodici mesi è praticamente allineata alla crescita effettiva (solo lo 0,6% in meno rispetto al 30.1%), ne risulta che l'eccesso delle valutazioni di borsa è dell'1,2%. Non è propriamente quella che si può definire una bolla.
Eppure... se si guarda al grafico in cui si riporta l'andamento dell'indice tecnologico con i relativi eps...
la sensazione che si sia in una bolla è inevitabile: troppo forte è l'impennata dei prezzi (linea rosa) rispetto alla crescita degli utili per azione (linea scura).
Come si risolve il dilemma? Mentre il dibattito continuerà, fino a quando le due curve torneranno più o meno ad allinearsi, penso che le attuali quotazioni riflettano sostanzialmente le attese di crescita degli utili e che quindi da qui a dodici mesi, se tutto dovesse procedere come previsto (business as usual) consentano di guardare a questo mercato con fiducia.
Senonché, ciò avviene in un contesto che non è equilibrato: vi è il rischio oggettivo che prima o poi i prezzi dovranno fare i conti con l'andamento degli utili. Quando avverrà questa presa di coscienza non si può sapere. Basta un qualunque pretesto per dare avvio a un effetto domino che porta i prezzi in maniera precipitosa e rovinosa a schiantarsi a terra. Può avvenire domani, come tra un anno o anche più in là. Prima o poi avverrà, perché non è concepibile che i prezzi possano continuare a salire senza che gli investimenti fatti producano utili adeguati all'impegno finanziario profuso.
In definitiva, il primo grafico ci dice che se tutto procede come al solito, per i prossimi dodici mesi non è irragionevole aspettarsi una crescita delle quotazioni, sapendo però (grazie al secondo grafico) che siamo esposti a un possibile scoppio della bolla, che non è nata oggi, ma almeno del 2023, e che può verificarsi in qualunque momento. Il primo grafico è una visione di breve periodo; il secondo ci apre gli occhi su un contesto più ampio sulle quotazioni del settore tecnologico.
Nessun commento:
Posta un commento