Il tema della bolla, soprattutto rispetto all’intelligenza artificiale (AI), rimane sempre al centro dei timori degli investitori.
Già abbiamo visto che, in base ai dati aggiornati all’ultima settimana, le vendite delle 500 società incluse nell’indice S&P continuano a rallentare (dal +6,8% del 2023 al +3,5% del terzo trimestre di quest’anno).
Inoltre il rapporto tra i
prezzi e gli utili per azione (eps), ovvero il P/E, si trova a 22,6 volte gli
utili a fronte di una media di 20,2. In effetti tale divergenza, pari all’11,5%, è sul livello del maggio 2015, quando poi iniziò una correzione, terminata a
settembre, del 10% circa.
Tuttavia potremmo chiederci
da cosa deriva questo “ottimismo”. Per rispondere a questa domanda, si può
scomporre la variazione percentuale annua dell’indice S&P500 in tre
componenti:
1°) la crescita effettiva degli eps;
2°) la crescita “attesa” degli eps a dodici mesi;
3°) l’eccesso (positivo o negativo) del mercato verso le quotazioni azionarie,
Il grafico seguente riporta l'andamento di queste tre componenti.
Pertanto, si può sostenere che al momento le quotazioni stiano riflettendo sia la crescita effettiva degli utili dell'ultimo anno che le aspettative sugli utili futuri. Non vi è alcun eccesso nell'andamento dei prezzi azionari.
Resta da determinare se l'eccesso di ottimismo sia piuttosto da imputare alle aspettative degli utili. Purtroppo questo lo si potrà verificare solo tra un anno.
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