06 dicembre 2025

L'Oro è sopravvalutato?

 Con l’oro ormai poco sotto i 4.200 $ per oncia e una crescita dall’inizio dell’anno di oltre il 60% (in dollari, poco meno del 45% in euro), ci si potrebbe chiedere se sia sopravvalutato o meno.

Purtroppo non vi è un parametro soddisfacente per rispondere a questa domanda. Non è certo il costo di produzione, che si colloca poco meno del 30% delle quotazioni vigenti.

A mero titolo teorico, essendo l’oro a tutti gli effetti un prodotto d’investimento, lo si potrebbe valutare in rapporto ad un asset alternativo, come ad esempio il mercato azionario. E’ vero che le due forme di impiego hanno finalità assai differenti: uno, se non proprio speculativo, quanto meno è considerato (a torto o a ragione) rischioso; l’altro, come un bene rifugio. Si potrebbe dire che è come paragonare le mele con le pere. Ma anche con le mele e le pere si può capire se una è più cara dell’altra. Nello specifico, attualmente ci vogliono 1,64 once per eguagliare l’indice S&P500.

Come si è mosso questo rapporto nel tempo?

Grazie al buon andamento del metallo giallo, il numero di once per “acquistare” l’indice americano è sceso di quasi una unità (erano necessarie 2,5 once all’inizio del 2024). Ciò non ci dice altro ciò che già sappiamo, che l’oro è stato più forte del mercato azionario. Ma se consideriamo la media degli ultimi dieci anni, si scopre che non solo l’oro è stato più vantaggioso, ma che tale “prezzo” è sceso sotto la media. Cosa significa?

Se assumiamo che la media decennale del rapporto S&P / Oro possa rappresentare adeguatamente un punto di equilibrio tra le due forme di investimento, ossia che il giusto “prezzo” sia di poco più di 2 once d’oro per “acquistare” l’indice americano, se ne desume che se fino al 2024 l’oro era sottovalutato (ossia erano necessarie più once della media per eguagliare lo S&P), oggi è diventato “sopravvalutato”, in quanto ne sono sufficienti solo 1,64 anziché 2 o poco più.

Si tratta di una sopravvalutazione di oltre il 25%. Ciò non vuol dire necessariamente che occorre andare a vendere l’oro il più in fretta possibile, perché in passato tale squilibrio ha raggiunto livelli anche superiori al 100%.

Inoltre, per quanto la “sopravvalutazione” possa apparire notevole, rimane ancora entro un intervallo che può considerarsi “normale” per le fisiologiche oscillazioni dei mercati. Solo se andasse oltre il 30% si potrebbe parlare di valutazione eccessiva dell’oro.

Giustamente ci si potrebbe chiedere se anziché essere l’oro ad essere sopravvalutato, non sia invece il mercato azionario ad essere “sottovalutato”.

A parte il fatto che non si sente parlare d’altro che di bolla, possiamo in questo caso valutare il mercato azionario rispetto agli utili per azione (eps).

Il rapporto tra i prezzi e gli eps si colloca a 26 volte, contro una media decennale di 22,1. Quindi anche il mercato azionario si può considerare sopravvalutato, esattamente del 17.7%.

Ma anche in questo caso, se non si supera la soglia del 30% si può ritenere che sia nella “norma”  implicita alle oscillazioni di mercato.

In definitiva, l’oro sarebbe un po’ più sopravvalutato del mercato azionario, ma per il momento non è detto che debba necessariamente intraprendere una discesa dei prezzi (tanto l'uno come l'altro).

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