Con l’oro ormai poco sotto i 4.200 $ per oncia e una crescita dall’inizio dell’anno di oltre il 60% (in dollari, poco meno del 45% in euro), ci si potrebbe chiedere se sia sopravvalutato o meno.
Purtroppo non vi è un parametro soddisfacente per rispondere a questa domanda. Non è certo il costo di produzione, che si colloca poco meno del 30% delle quotazioni vigenti.
A mero titolo teorico,
essendo l’oro a tutti gli effetti un prodotto d’investimento, lo si potrebbe
valutare in rapporto ad un asset alternativo, come ad esempio il mercato
azionario. E’ vero che le due forme di impiego hanno finalità assai differenti: uno, se non proprio speculativo, quanto meno è considerato (a torto o a ragione)
rischioso; l’altro, come un bene rifugio. Si potrebbe dire che è come
paragonare le mele con le pere. Ma anche con le mele e le pere si può capire se
una è più cara dell’altra. Nello specifico, attualmente ci vogliono
Come si è mosso questo
rapporto nel tempo?
Grazie al buon andamento del
metallo giallo, il numero di once per “acquistare” l’indice americano è sceso
di quasi una unità (erano necessarie
Se assumiamo che la media
decennale del rapporto S&P / Oro possa rappresentare adeguatamente un punto
di equilibrio tra le due forme di investimento, ossia che il giusto “prezzo”
sia di poco più di
Si tratta di una
sopravvalutazione di oltre il 25%. Ciò non vuol dire necessariamente che
occorre andare a vendere l’oro il più in fretta possibile, perché in passato
tale squilibrio ha raggiunto livelli anche superiori al 100%.
Inoltre, per quanto la “sopravvalutazione” possa apparire notevole, rimane ancora entro un intervallo che può considerarsi “normale” per le fisiologiche oscillazioni dei mercati. Solo se andasse oltre il 30% si potrebbe parlare di valutazione eccessiva dell’oro.
Giustamente ci si potrebbe chiedere se anziché essere l’oro ad essere sopravvalutato, non sia invece il mercato azionario ad essere “sottovalutato”.
A parte il fatto che non si sente parlare d’altro che di bolla, possiamo in questo caso valutare il mercato azionario rispetto agli utili per azione (eps).
Il rapporto tra i prezzi e
gli eps si colloca a 26 volte, contro una media decennale di 22,1. Quindi anche il
mercato azionario si può considerare sopravvalutato, esattamente del 17.7%.
Ma anche in questo caso, se non si supera la soglia del 30% si può ritenere che sia nella “norma” implicita alle oscillazioni di mercato.
In definitiva, l’oro sarebbe
un po’ più sopravvalutato del mercato azionario, ma per il momento non è detto che
debba necessariamente intraprendere una discesa dei prezzi (tanto l'uno come l'altro).
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