23 dicembre 2025

Il PIL americano cresce nel terzo trimestre del 2,3% su un anno fa

 

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti tra il secondo e il terzo trimestre avanza dal 2,1% al 2,3% rispetto agli stessi periodi dell’anno scorso.

Il merito non è certo delle famiglie, che vedono rallentare la crescita del redditi personali dall’1,8 all’1,5%. Parallelamente sono stati ridimensionati i consumi dal 2,7 al 2,6%. La domanda delle famiglie è vistosamente in frenata dalla fine dell’anno scorso, con i beni durevoli che passano dal +7% del quarto trimestre del 2024 al +3,2% di quest’anno.


Anche la domanda del settore pubblico segue lo stesso andamento, con una crescita che passa dal +3,9% del terzo trimestre dell’anno scorso al +1,1 di quest’anno. In calo anche gli incrementi della spesa militare, dal +5,4% all’1%.


Le esportazioni restano invariate al +1,5% rispetto al trimestre precedente, ma anch’esse in frenata su un anno fa, quando aumentavano del 5%.

Con la domanda globale in frenata nelle sue componenti fondamentali, gli investimenti delle imprese sono rallentati dal 2,7 al 2,6%, con quelli non residenziali che passano dal +4 al 3,9%.


Come è quindi cresciuto il gdp? Con un calo dell’1,8% delle importazioni. I dazi di Trump incominciano a fare effetto, lasciando alle imprese nazionali la possibilità di produrre di più. Di fatto si cerca di ridurre il deficit commerciale agendo sia dal lato della domanda (comprimendo quella delle famiglie e quella pubblica) sia dal lato dell’offerta, frapponendo ostacoli alle importazioni.



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