01 gennaio 2026

Il 2025 è finito, buon 2026

 

Il 2025 si è chiuso con l’oro al top della performance: +65,1% (in dollari, 48,5% in euro). Le previsioni – per quello che valgono – lo spingono fino a 5.000 $ e anche oltre, con un guadagno potenziale del 16%. 

Gli investitori italiani saranno piacevolmente sorpresi di sapere che il FtseMib ha performato meglio dell’indice S&P500: il 31,5 contro il 16,4% (in dollari, ma solo 4,7% quando convertito in euro). Le previsioni degli utili per azione per l’indice azionario milanese confidano in un ulteriore aumento di poco inferiore al 20%. In rapporto al P/E di 16,4, si ottiene un PEG (PE/crescita eps) di 0,85 (si rammenta che più è basso il PEG, migliore è la valutazione dell’indice o di un’azione). 

L’azionario cinese è cresciuto di oltre il 30% in dollari (poco meno del 18% in euro). Gli eps sono visti in crescita del 15,8%. Con un P/E di 14,5 si ricava un PEG di 0,92. Nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, le prospettive sono per lo più positive. 

L’indice azionario americano ha un P/E piuttosto elevato (26 volte gli utili); nel 2026 gli eps dovrebbero crescere di oltre il 17%. Il PEG resta pertanto sopra l’unità (1,5). 

Deludente nel 2025 il bitcoin, che segna una flessione del 6,5%, che si trasforma in –16% per un investitore europeo. Se le previsioni sono in generale poco affidabili, quelle sul bitcoin rasentano la fantasia, sia nel caso dei fans che nel caso dei detrattori.  

I bilanci di fine anno sono sicuramente utili, ma se si deve parlare di investimenti è bene ampliare l’orizzonte temporale. È chiaro che orizzonti di dieci o più anni esprimono meglio la bontà di un asset class, ma vi è da dubitare che periodi così lunghi siano la norma per la maggioranza degli investitori. Un compromesso accettabile può essere dato dal periodo quinquennale.


Il grafico riporta le variazioni percentuali delle varie asset class dalla fine di dicembre del 2020, tutte espresse in euro. 

Ciò che nel 2025 è stato deludente, in un'ottica quinquennale segna una crescita del 216%. Parliamo del bitcoin. 

Il settore tecnologico americano riporta un guadagno del 159%. L’oro non sfigura, portandosi a casa un aumento del 138%. Bene anche il FtseMib (+102%), che supera lo S&P (90%). L’azionario cinese, nonostante le aspettative per i prossimi anni siano positive, rimane alla fine di quest’anno in perdita di oltre il 10% rispetto a cinque anni prima. 

Non sappiamo cosa succederà nel 2026 o nei prossimi cinque anni, ma in ogni caso buoni investimenti e buon anno.

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