In nemmeno un mese ha guadagnato il 14,4%. Rispetto all’anno scorso è aumentato del 77% ed ha praticamente raggiunto, in poco più di 20 giorni, il target previsto per fine anno. Non è il bitcoin, non sono le Magnifiche 7, il settore tecnologico o l’AI. E’ l’oro.
Ha chiuso la settimana a 4.983 $/oz, ad un passo dai 5.000 $ previsti per il 2026 (manca ormai solo lo 0,3%). A questo punto non è difficile immaginare che l’obiettivo sia i 6.000 $.Ovviamente non è una certezza, ma cosa potrebbe fermare la salita iperbolica del metallo giallo?
Tuttavia, la corsa impetuosa di gennaio, la crescita esponenziale, dovrebbe indurre a una certa cautela. L’aspetto di una bolla è abbastanza evidente. Ma quando questa dovrebbe scoppiare non è dato sapere. Potrebbe ovviamente continuare nella sua folle corsa, ma più cresce più aumenta il rischio che qualche grande investitore incominci a dire: sai che c’è? Intanto porto a casa. Certo, con le banche centrali che continuano ad accumulare oro è improbabile. Ma un limite vi deve essere.
Forse è presto per liberarsi
degli investimenti effettuati sul metallo giallo. Ma conviene porsi una domanda:
se l’oro dovesse scendere del 40%, come è successo tra il 2011 e il 2015, la posizione
nel metallo giallo sarebbe ancora positiva? E quanto inciderebbe un calo del genere
sul portafoglio complessivo?
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