Nel terzo trimestre dell’anno scorso, il sistema finanziario (e le AA.PP.) sono stati gli unici acquirenti netti nel mercato azionario italiano. Il loro patrimonio azionario è passato dal 22,3 al 24,1% del totale delle azioni quotate, con un incremento di 1,8 punti percentuali.
Nello stesso periodo,
l’indice FtseMib è cresciuto del 7,4%, segnando la quinta espansione
trimestrale consecutiva. Con la chiusura del 2025, i trimestri positivi sono diventati sei, con un incremento del 35,6%.
Nonostante il minor peso della partecipazione azionaria delle famiglie sul mercato azionario italiano, la quota sul totale del loro portafoglio è salita dal 29,2% del 2024 al 30,9% del terzo trimestre dell'anno scorso, rappresentando il maggior investimento finanziario. Segue la liquidità (banconote e depositi) che rimane superiore a un quarto del patrimonio (25,3%), sebbene in calo di un punto percentuale rispetto al 2024. Il risparmio assicurativo incide per il 18,4%, in leggero calo sul 2024 (18,8%). I fondi comuni passano dal 14 al 14,2%, mentre i titoli obbligazionari scendono all'8% (dall'8,2).
Il patrimonio finanziario delle famiglie, pari a più di 6.270 miliardi di euro, è cresciuto rispetto alla fine del 2024 del 4,3%, grazie principalmente alla crescita della quota azionaria (+10.3%). Bene anche i fondi comuni (+5,6%). Più contenuti gli incrementi del risparmio assicurativo (+2,2%) e dei titoli obbligazionari (+1,7%). La liquidità è rimasta praticamente invariata a 1.584 miliardi di euro (+0,3%).
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