L’oro in settimana ha sfiorato i 5.600 $/oz. Poi ha iniziato a scendere e ha chiuso ieri a 4.865 $ (-13% dal massimo).
Vedremo a febbraio se intraprenderà la strada della discesa. Tuttavia, si avrà un’inversione del trend solo se dovesse scendere a meno di 3.650 $ (-25% dai valori correnti). E’ quindi probabile che almeno nel breve periodo vi sia una certa volatilità, senza che venga intaccato il trend ascendente iniziato nell’ottobre del 2022 (+160%).
L’attuale correzione ha sicuramente smorzato i toni entusiastici a cui stavamo assistendo sull’oro, ma non ha fugato i timori di una bolla. Diciamo che adesso non si muoverà più in una terra incognita.
Incogniti (ma non troppo)
rimangono sempre i rischi legati alla situazione geopolitica e alla politica
monetaria che intraprenderà il nuovo presidente della FED, Kevin Warsh, il
quale dovrà gestire gli effetti sull’inflazione che potrebbero derivare dagli
aumenti dei prezzi delle materie prime (+24,5% nell'ultimo anno) compatibilmente con i desideri
di Trump di ridurre i tassi di interesse.
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