01 febbraio 2026

Oro, nel 2025 la domanda cresce dell'8%

 


La domanda di oro nel 2025 ha praticamente raggiunto le 5.000 tonnellate, con un aumento dell’8% sul 2024. Hanno contribuito a questa crescita soprattutto gli ETF e la richiesta di lingotti e monete. Le banche centrali sono ovviamente acquirenti nette, ma il loro apporto è diminuito del 21% rispetto ad un anno prima. Male anche la gioielleria, che arretra del 19,2%. Debole l’impiego dell’oro per gli usi industriali (-1,1%).


La domanda di oro per la gioielleria è stata afflitta dall’impetuosa crescita dei prezzi del metallo giallo. In India e in Cina, i due maggiori acquirenti mondiali,  la richiesta è crollata di un quarto. Male anche la domanda proveniente dal Medio Oriente  e dagli Stati Uniti (-11%). In Europa il calo è stato del 10%.


Ma se i prezzi hanno frenato la domanda di gioielleria, hanno viceversa galvanizzato quella ad uso investimento. Gli acquisti di lingotti e monete sono aumentati del 29% in Cina e del 17% in India. Il Medio Oriente vi ha contribuito con una crescita dell’8%. Ma in Europa la corsa all’oro fisico ha portato ad un aumento degli acquisti dell’85%, grazie soprattutto alla Germania (+167%). Negli Stati Uniti invece la domanda è scesa del 25%.


Il Nord America preferisce investire negli ETF, ove le posizioni in oro sottostanti passano da 1.650 tonnellate alla fine del 2024 a quasi 2.100 t. (+27%). Ma gli ETF piacciono anche in Asia (+97%). In Europa salgono del 10%.


I primi dieci ETF rappresentano il 68% di questo segmento del mercato finanziario. Tra questi, gli ETF di origine statunitense sono 4. Il Regno Unito ne ha due. La Germania, la Francia, la Cina e il Giappone sono presenti con un ETF.


Le Banche centrali hanno nel complesso ridotto i loro acquisti da 1.092 a 863 t. Tra i maggiori acquirenti vi è la Polonia (oltre 100 t.) che porta così le sue riserve a 550 t (pari al 28% delle riserve delle banca centrale polacca). Ma è loro intenzione arrivare a 700 t. per “ragioni di sicurezza nazionale”.

Il Brasile ha aggiunto 43 t. alle riserve, ora a 172 t. (pari al 7% delle riserve complessive).

La Turchia ha acquistato 27 t. e ne detiene 644 t.

Anche la Cina ha aggiunto ufficialmente 27 t. di oro alle riserve, che ammontano a fine anno a 2.306 t.

Hanno invece venduto oro Singapore, Russia e Germania.

I paesi con le maggior riserve auree sono gli Stati Uniti con 8.133 t. seguiti dalla Germania (3.350 t) e dall’Italia (2.452 t).


La domanda di oro per investimento ha superato quella per altri usi (gioielleria e impieghi industriali). Di fatto, è il settore finanziario che va a determinare il prezzo dell'oro.




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