Le contrattazioni sui mercati azionari sono chiuse, ma l’unico asset che può mostrare il sentiment degli investitori dopo l’inizio dei bombardamenti sull’Iran da parte degli americani e degli israeliani è il bitcoin, che scende in area 64 mila $. Marzo sembra che non inizierà bene.
Poi vi è il famoso detto, alquanto cinico, che dice che quando sparano i cannoni è il momento di comprare.
Mentre aspettiamo l'apertura dei mercati lunedì, vediamo come è andata finora. L’indice S&P500 perde dall’inizio dell’anno quasi un punto percentuale. In apparenza niente di preoccupante. Ma se scomponiamo il mercato azionario americano tra titoli growth e value emerge che la “crescita” si è arrestata anche prima dell’inizio dell’anno: -7,7% dalla fine di ottobre (-10% per i tecnologici). Fin qui, sono cali “fisiologici”.
Ma il peggio probabilmente deve ancora arrivare. Non tanto per i fondamentali, i quali continuano a indicare una crescita degli utili per azione per marzo 2027 del 18,7% per l’indice S&P, quanto per una sconcertante pratica di finanziamento incrociato tra i maggiori operatori AI.
Come riporta George Noble in un suo post :
Sam Altman (il boss di OpenAI, ndr) ha appena convinto 3 degli investitori più intelligenti del mondo a finanziare le sue perdite.
110 miliardi di dollari. Ma nessun profitto in vista.
(...)
Per contestualizzare: tutto il capitale di rischio statunitense ha investito 170 miliardi di dollari in startup americane in tutto il 2023.
Altman ne ha appena raccolto il 65%. Da solo. In un solo round.
E l'azienda NON è ANCORA redditizia.
Diamo un'occhiata ai numeri effettivi:
OpenAI ha bruciato 8 miliardi di dollari nel 2025. Si stima che ne brucerà 17 miliardi nel 2026, 35 miliardi nel 2027 e 47 miliardi nel 2028.
(...)
Ecco come si presenta il finanziamento durante il ciclo di punta.
La logica circolare che ogni investitore dovrebbe comprendere:
Amazon investe 50 miliardi di dollari in OpenAI.
OpenAI si impegna a investire 100 miliardi di dollari in Amazon Web Services.
Nvidia investe 30 miliardi di dollari.
OpenAI si impegna ad acquistare 3 gigawatt di potenza di calcolo Nvidia.
Questi non sono investimenti a distanza. Sono finanziamenti da parte di fornitori mascherati da capitale di rischio.
Amazon e Nvidia stanno sostanzialmente pagando OpenAI per acquistare i propri prodotti.
(...)
Lo schema è sempre lo stesso:
Quando i maggiori attori iniziano a finanziarsi reciprocamente la crescita attraverso strutture di investimento circolari, non si sta assistendo a una rivoluzione...
Stai osservando l'ULTIMA FASE di un ciclo del credito.
I timori sulla sostenibilità dell’AI hanno indotto gli investitori a orientarsi verso i titoli value, che da fine ottobre crescono dell’8,8%, oppure a prendere in considerazione i mercati al di fuori degli Stati Uniti, come i paesi emergenti, in crescita del 32.3% negli ultimi dodici mesi (in euro) e del 14,3% dall’inizio dell’anno (sempre in euro). Ma anche questi, quanto possono reggere se Wall Street dovesse capitolare?
Vi è solo un altro asset che mantiene nel tempo il suo valore e non deve assumere il rischio di fallimento di una controparte. E’ l’oro. Mentre le azioni e le obbligazioni sono titoli emessi da operatori e enti statali che possono andare in default, l’oro non è un credito o il presunto valore di una controparte. L’oro è un bene fisico (scarso) che incorpora un proprio valore. Queste caratteristiche ne spiegano l’apprezzamento sul mercato: nell’ultimo anno ha guadagnato più dell’86% e il 22,4% dall’inizio del 2026.
E’ una crescita impressionante e qualche timore è legittimo averlo. Ma con questi chiari di luna, sia geopolitici che finanziari, difficilmente riserverà brutte sorprese nel prossimo futuro. Magari non manterrà gli stessi tassi di crescita, ma sarà sempre un investimento che sarà utile avere in portafoglio.
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