Nel terzo trimestre dell’anno scorso, l’indice S&P aumento del 7,8%. Chi ha acquistato? Secondo i dati pubblicati dalla FED sono state le famiglie, le quali ora detengono il 42,4% delle azioni corporate americane (dal 41,6 alla fine del secondo trimestre).
A vendere è stato il sistema finanziario, il quale ha ridotto la propria quota dal 36,4 al 35,8%. Sono rimasti sostanzialmente fermi (anzi hanno alleggerito un po’) gli investitori esteri e gli altri investitori interni (stati e governo federale).
Per le famiglie è la percentuale più alta dal 2000 ad oggi. Mentre per il sistema finanziario, oltre ad essere il minimo (sempre per lo stesso periodo), è in atto un deciso ridimensionamento della quota posseduta dal 2008 / 2009.
Tra azioni e fondi di investimento, le famiglie americane ormai detengono il 53,3% del proprio patrimonio finanziario in azioni. Anche in questo caso, si tratta della quota più alta dal 2000, per quanto nel 2021 / 22 avesse già superato il 50%.
Avranno fatto bene le famiglie? Probabilmente in un ottica di lungo periodo si. Ma sappiamo che se dovesse avvenire un crollo dei mercati azionari, probabilmente le famiglie saranno tra i venditori netti.
Dalla fine di febbraio 2009 l’indice S&P è cresciuto dell’850%. Ciò sembra dare ragione alle famiglie, anche se probabilmente la stragrande maggioranza avrà venduto e riacquistato più volte in questo periodo.
Non si deve comunque
dimenticare che il 50% delle azioni è detenuto solo dall’1% degli americani.
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