Il grafico riporta l'andamento di un investimento di 10.000 € effettuato alla fine del 2020 rispettivamente su
a) l'indice azionario italiano FtseMib (linea nera)
b) l'indice azionario americano S&P 500 convertito in euro (linea rossa)
c) l'indice azionario S&P relativo al settore tecnologico, convertito in € (linea verde)
d) l'indice azionario cinese Msci China, convertito in € (linea fucsia)
e) l'oro espresso in € (linea blu)
f) il bitcoin in € (linea lilla)
Come si può notare, il miglior investimento è stato il bitcoin, il cui controvalore è salito oltre i 42.700 € (al lordo della tassazione fiscale, delle spese e delle commissioni)
Il peggiore è stato il mercato azionario cinese che si trova ancora sotto i 10 mila €.
Oro, S&P500 e FtseMib sono più o meno in linea. Nettamente meglio ha fatto il settore tecnologico, che raggiunge i 23.240 €.
Se si fosse investito in egual misura su tutti questi mercati, i 60.000 € iniziali sarebbero diventati (sempre al lordo) più di 129.000 € (+115%). Ma non sarebbero stati tutti anni "buoni".
Dopo un anno, i sei investimenti sarebbero passati da 60 mila a 76.711 €. Ma alla fine del 2022 sarebbero scesi del 24,4%, ma soprattutto sarebbero stati inferiori all'investimento inziale (57.978 €, -3.4% dopo due anni). Nel 2023 avrebbero recuperato il valore di fine 2021 e l'avrebbero superato. Quindi avrebbero proseguito la crescita fino ai valori odierni.
L'unico investimento che non è mai sceso sotto il valore iniziale (nemmeno per un mese) è l'indice tecnologico. Lo S&P500 ci è andato il primo mese per un euro e poi è sempre stato al di sopra dei 10.000 €. L'oro ha sofferto nel primo anno fino a ottobre, poi è sempre stato al di sopra. L'indice azionario italiano, a parte il primo mese, è andato in difficoltà nei mesi centrali del 2022. Infine il bitcoin è andato in crisi dalla metà del 2022 e non si è più ripreso fino a marzo dell'anno successivo.
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