23 luglio 2025

La diversificazione

 


La foto è tratta da libro di Nick Maggiulli, Just Keep Buying. Il grafico illustra il rendimento medio annuo dell’indice S&P 500 per ogni decennio dal 1910 al decennio che inizia nel 2010. Lo scopo è dimostrare che non è per nulla secondario il momento in cui si decide di investire sul mercato azionario. Se anche siete degli abili investitori, difficilmente avreste ottenuto risultati apprezzabili nel decennio che va dal 2000 al 2009 (in media l’indice S&P è sceso del 3,1% ogni anno). Viceversa, se anche siete dei “principianti”, se avete iniziato ad investire nel 2010 probabilmente avreste ottenuto dei risultati soddisfacenti (nel decennio il mercato azionario è cresciuto in media dell’11,2% ogni anno).

In altri termini, se prima del 2008 eravate investiti nel mercato azionario, non è colpa vostra se il prezzo delle azioni è sceso nel febbraio 2009 del 52% dai massimi dell’ottobre 2007.

L’unico modo per evitare queste debacle … è evitare di “giocare in Borsa”, dirà qualcuno che è rimasto scottato. Peccato che storicamente il mercato azionario sia tendenzialmente rialzista.


Stare permanentemente fuori dal mercato azionario significa perdere delle opportunità per migliorare il proprio patrimonio finanziario.

L’unico modo per evitare le debacle, almeno delle dimensioni di di cui si è detto, è diversificare. Ad esempio un portafoglio di 10 mila € iniziali composto per

50% in liquidità, che assumiamo non remunerata

30% S&P 500 (convertito in euro)

10% in Oro (convertito in euro)

10% in Bitcoin (convertito in euro)

se fosse stato investito a partire dalla fine del 2015, oggi varrebbe più di 270 mila € (al lordo della tassazione fiscale, delle spese e delle commissioni).

Ma per rendersi conto di come i rendimenti possano cambiare notevolmente a seconda di cui si inizia ad investire, è sufficiente notare che lo stesso portafoglio modello iniziato nel 2015, dopo cinque anni varrebbe oltre 71 mila euro, mentre se iniziato alla fine del 2020 oggi sarebbe “solo” 16.400 euro.


Per quanto possa essere “deludente” il secondo scenario, rappresenta comunque un guadagno superiore al 64%.

Si potrebbe pensare che il buon rendimento sia dovuto, sulla scorta di quanto detto all’inizio, al fatto che stiamo vivendo degli anni “buoni”. Ciò è indubbiamente vero, ma un ruolo fondamentale l’ha giocata la diversificazione.

Se si considera il portafoglio modello iniziato alla fine del 2020, i rendimenti conseguiti fino ad oggi sono:

S&P in euro: +75.6%

Oro in euro: +89,6%

Bitcoin in euro : +326%

(la liquidità che conta per il 50% l’abbiamo assunta invariata).

Non sappiamo quale sarà l’asset che andrà bene o male. Ecco perché è importante diversificare: negli ultimi cinque anni l’azionario è andato bene, ma la criptovaluta è stata stratosferica.

Si tratta solo di trovare il giusto equilibrio tra rendimento e rischio.



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