17 giugno 2025

Azioni in mano alle famiglie americane

 Dalla fine del 2021, le famiglie americane sono le principali detentrici di azioni. La loro quota alla fine del primo trimestre di quest’anno era poco meno del 42%, superando il settore finanziario nel suo complesso, che si ferma al 37%. Gli investitori esteri contano per un 17,7% e infine altri possessori interni contano per il residuo 3,5%.

Il possesso di azioni da parte delle famiglie nel grafico considerato si riferisce ai titoli corporate, prevalentemente quotati in borsa. Ma oltre a questi, le famiglie detengono titoli azionari relativi alle attività imprenditoriali di cui possono essere proprietarie ed infine le quote detenute presso i mutual fund, ovvero fondi comuni ed etf.

La quota posseduta di azioni corporate sul totale delle attività finanziarie delle famiglie è la più consistente, pari al 29,4%. Se aggiungiamo le altre azioni, rappresentative di proprietà imprenditoriali (pari al 12,1%) e le quote nei mutual fund (9,4%), risulta che oltre la metà del patrimonio finanziario delle famiglie è investito in azioni (50,9%).

 I titoli obbligazionari sono solo il 4,6%, di cui solo il 2,2% relativi al Tesoro americano.

 La quota azionaria è a livelli record, almeno dal 2000 ad oggi, sia che la si valuti nel suo complesso, sia che si consideri solamente la parte corporate, ovvero quella acquistata a Wall Street.

 In questo periodo di tempo, il minimo è stato toccato dopo la crisi dei mutui sub-prime / Lehmann Brothers, ovvero nel 2009 quando le azioni “quotate” scesero all’11,3% delle attività finanziarie possedute, tanto che erano inferiori al valore delle azioni delle attività imprenditoriali direttamente possedute (14,6%).

Da allora, mentre le altre due categorie restavano più o meno ferme, le azioni “quotate”  (linea blu del grafico) hanno intrapreso una strepitosa cavalcata.

 Si potrebbe pensare che Wall Street sia stato l'investimento preferito, ove far confluire i propri risparmi. In realtà, se deflazioniamo i valori con l’indice S&P500, ossia li depuriamo dalla crescita delle quotazioni di Borsa, emerge che dalla crisi del 2007 le famiglie hanno ridotto gli investimenti azionari “reali”. Non in maniera drammatica: si passa da 7.450 miliardi del 2007 ai 6.750 odierni (-9,4%), dopo essere arrivati anche a 7.350 nel 2021. Ma osservando la linea rosa del grafico che segue, non sembra proprio che Wall Street abbia tutto questo appeal, nonostante una crescita delle quotazioni dal 2009 ad oggi del 600%.

 In definitiva, il peso preponderante della parte azionaria sulle attività finanziarie delle famiglie deriva più dalla crescita dei prezzi che dal desiderio di immettervi nuovi capitali.

Come cantava Orietta Berti:

Fin che la barca va, lasciala andareFin che la barca va, tu non remareFin che la barca va, stai a guardare

Nessun commento:

Posta un commento