Nonostante i dazi di Trump, la guerra tra Israele e Iran, nonostante tutto, Wall Street ha fatto un nuovo massimo assoluto. Venerdì ha chiuso a 6.173 punti. L’attuale ciclo rialzista, partito nel settembre del 2022, registra un crescita di oltre il 70%.
Indubbiamente tra febbraio e aprile di quest’anno vi è stata la correzione più forte da quando è partito l’attuale trend rialzista, tanto da poter lasciar pensare che fosse giunto il momento di monetizzare i guadagni fino ad allora conseguiti. Ma alla fine si è rivelata solo una pausa momentanea del ciclo.
Dove possa arrivare Wall Street ovviamente non è dato sapere. L’unica cosa che si può fare è chiedersi se i prezzi sono adeguati e se gli utili per azione (eps) continueranno a crescere.
Il rapporto tra i prezzi e
gli utili, ovvero il P/E, è sopra la media degli ultimi dieci anni: 25,7 contro
21,8. Anche se si guarda agli utili dei prossimi dodici mesi, il
P/E agli attuali prezzi scenderebbe a 22,3 comunque al di sopra della media
decennale. E’ evidente che non vi sono “ragionevoli” spazi di crescita.
Anche se queste previsioni fossero
confermate, ciò potrebbe dare l’illusione che tutto proceda per il meglio, ma non
farebbe altro che “aggravare” il rischio di un turnaround.
Solitamente i mesi di settembre
e ottobre provvedono a “raffreddare i bollenti spiriti”. Vedremo se le ricorrenze
storico-statistiche si ripresenteranno, sperando che non sia necessario l’avvio
di altri conflitti militari per averne conferma.
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