19 giugno 2025

Le attività finanziarie delle famiglie italiane dal 2005 al 2024

 Come sono cambiati gli investimenti finanziari delle famiglie italiane negli ultimi vent’anni?

La liquidità, ovvero banconote e depositi, è leggermente cresciuta dal 24% del 2005 al 26% alla fine dell’anno scorso ed equivale a poco meno di 1.600 miliardi di euro. Vi è stato un picco tra il 2020 e il 2022, quando arrivò al 31% delle attività finanziarie, probabilmente a causa del lockdown imposto in occasione della diffusione del Covid. Ora però sembra ritornare verso la “normalità”.

 Non attirano più i titoli obbligazionari. Nel 2005 erano ancora il 19% del portafoglio, ma già dieci anni dopo erano scesi all’11%. Ora sono all’8%, benché il minimo sia stato toccato tra il 2020 e il 2022, quando furono solo il 5%. Oggi sono meno di 500 miliardi di euro.

 Le posizioni assicurative sono passate dal 16% del 2005 al 19% dell’anno scorso, pari ad oltre 1.130 miliardi. L’anno in cui hanno riscosso il maggior successo è il 2020, quando arrivarono al 23% delle attività finanziarie. Quindi sono andate gradualmente scemando.

 I Fondi Comuni di Investimento hanno sostanzialmente retto. Nel 2005 erano l’11% del portafoglio delle famiglie italiane. Dopo la crisi dei mutui sub-prime e il fallimento della Lehman Brothers furono un po’ abbandonati. Nel 2010 contavano solo per il 9%. Poi si sono lentamente ripresi ed ora gestiscono 850 miliardi, pari al 14% delle attività finanziarie.


Infine abbiamo gli investimenti azionari. Anche loro tra il 2005 e il 2010 subiscono un ridimensionamento dopo la crisi finanziaria del 2008, passando dal 28 al 20%. Poi la fiducia è ritornata ed ora pesano per il 29%, pari a 1.755 miliardi.

In particolare nel 2024, le famiglie italiane hanno colto l’aumento delle quotazioni avvenuto nel primo trimestre, per monetizzare i guadagni. Il ritracciamento nel secondo trimestre ha dato la possibilità di arrotondare la quota azionaria, sebbene sia rimasta al di sotto dei livelli di fine 2023. Nella seconda parte dell’anno, l’andamento sostanzialmente anemico dell’indice FtseMib non ha dato particolari orientamenti alle famiglie, che sono rimaste sostanzialmente ferme nelle loro complesso.



Fonte: Elaborazioni su dati Banca d'Italia.

Nessun commento:

Posta un commento