21 giugno 2025

Oro. C'è di meglio?

 Dall’inizio di giugno l’oro è cresciuto solamente del 2,8%. Ma è l’asset che è cresciuto di più tra quelli considerati da questa tabella


Metà dell’incremento è stato vanificato dalla svalutazione del dollaro, ma anche così rimane l’investimento più performante.

Se si estende il periodo di osservazione all’inizio dell’anno, la musica non cambia: +29% che diventano +16.4% in euro.

Le ragioni che spingono i prezzi sono:

1)    gli acquisti delle banche centrali, soprattutto Cina e India (ma non solo), a partire dal 2022, dopo che sono stati “congelati” i conti della Russia per l’invasione dell’Ucraina. E’ diventato evidente che una minore dipendenza dal sistema finanziario occidentale, dal dollaro in primis, sarebbe stato opportuno per affrontare eventuali ritorsioni che si potrebbero prospettare in futuro.

2)    L’oro assolve alla funzione di bene rifugio durante le crisi geopolitiche. Il materiale non manca: oltre alla già citata guerra in Ucraina, che vede di fatto coinvolti la Nato e la Russia, si è aggiunta la guerra  tra Israele e l’Iran e ancora una volta si muovono tra le seconde linee gli Stati Uniti e la Russia. Ma in questo caso, la più direttamente interessata ad un eventuale blocco delle forniture petrolifere iraniane sarebbe la Cina.

3)    Vi è infine l’effetto speculativo. L’oro è in un trend crescente almeno dall’ottobre 2022 (+105%). Ciò ha indotto anche gli investitori retail a prendere una posizione sul metallo giallo, come il ritorno agli acquisti da parte degli ETF dimostra.


Bisogna poi evidenziare che dall’inizio di quest’anno l’oro ha performato nettamente meglio del mercato azionario americano.


Infine le prospettive più prudenti indicano che potrebbe salire a 3.500  $/oz entro fine anno (+4% dai valori correnti). 

In effetti non è un incremento sbalorditivo, ma non vi è neppure molto altro sul mercato a cui guardare.

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