Dall’inizio di giugno l’oro è cresciuto solamente del 2,8%. Ma è l’asset che è cresciuto di più tra quelli considerati da questa tabella
Metà dell’incremento è stato vanificato dalla svalutazione del dollaro, ma anche così rimane l’investimento più performante.
Se si estende il periodo di osservazione all’inizio dell’anno, la musica non cambia: +29% che diventano +16.4% in euro.
Le ragioni che spingono i prezzi sono:
1) gli acquisti delle banche centrali, soprattutto Cina
e India (ma non solo), a partire dal 2022, dopo che sono stati “congelati” i
conti della Russia per l’invasione dell’Ucraina. E’ diventato evidente che una
minore dipendenza dal sistema finanziario occidentale, dal dollaro in primis, sarebbe stato opportuno per
affrontare eventuali ritorsioni che si potrebbero prospettare in futuro.
2) L’oro assolve alla funzione di bene rifugio durante
le crisi geopolitiche. Il materiale non manca: oltre alla già citata guerra in
Ucraina, che vede di fatto coinvolti
3) Vi è infine l’effetto speculativo. L’oro è in un trend
crescente almeno dall’ottobre 2022 (+105%). Ciò ha indotto anche gli investitori
retail a prendere una posizione sul metallo
giallo, come il ritorno agli acquisti da parte degli ETF dimostra.
Bisogna poi evidenziare che dall’inizio
di quest’anno l’oro ha performato nettamente meglio del mercato azionario americano.
Infine le prospettive più prudenti indicano che potrebbe salire a 3.500 $/oz entro fine anno (+4% dai valori correnti).
In effetti non è un incremento sbalorditivo,
ma non vi è neppure molto altro sul mercato a cui guardare.
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