13 giugno 2026

Che succede all'Oro

 Sebbene questa settimana abbia mitigato le perdite della settimana precedente, il calo rispetto alla fine di maggio persiste per tutte le principali asset class: gli emerging markets perdono quasi il 2% come lo S&P500, le materie prime sono sotto del 3%, il tecnologico del 5,6%, l’oro del 7 e il bitcoin del 13,4%.

Che cosa succede a quello che è considerato il bene rifugio per eccellenza?

Le banche centrali, prevalentemente quelle dell’Est Europa e asiatiche, continuano ad essere acquirenti netti del metallo giallo.


Tra queste vi è la Banca centrale cinese che per il 19mo mese consecutivo ha incrementato le proprie riserve acquistando nello stesso periodo 69 t. Le riserve di oro sono quasi il 9% di quelle complessive.

Ma le 10 t. acquistate dalla Banca Centrale cinese a maggio non sono sufficienti rispetto alle vendite degli ETF specializzati a livello mondiale nel metallo giallo, superiori a 15 t. Le vendite sono arrivate sia dal Nord America per 9,2 t (di cui 8,8 t dagli USA). che dall’Asia nel suo complesso (8,1 t. di cui 8,3 t da vendite di ETF provenienti dalla Cina). Solo l’Europa ha continuato ad acquistare oro, per poco più di 2 t, grazie alla Germania (2,6 t.) e al Regno Unito (1,6 t.).

E la prima settimana di giugno per gli ETF è stata anche peggio: -16,2 t.


Il blocco dello Stretto di Hormuz e la guerra strisciante in Medio Oriente hanno evaporato le entrate dei paesi del Golfo, sia quelle derivanti dal petrolio che quelle turistiche. E' sorta così la necessita, per sostenere i conti dei sultanati, di liquidare parte degli investimenti, sia azionari che auriferi, allocati nei principali centri finanziari (Usa e sudest asiatico).

L'attuale livello, 4.220 $/oz., incomincia ad essere considerato interessante in un'ottica di lungo periodo, ma non si può escludere che nel breve possa continuare a scendere.


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