11 giugno 2026

Distribuzione della Ricchezza in Italia

 

Il 10% più ricco degli italiani possiede il 58,8% della ricchezza nazionale, in aumento rispetto al 2010 di 7,9 punti percentuali. Il 50% più povero ne possiede solo il 9,3%, in calo di oltre un punto rispetto a 15 anni prima. Ma quello che possiamo definire il ceto medio, ovvero il 40% sopra il 50% più povero, ha perso ben 6,7 punti percentuali: dal 38,7 al 32%.

Negli ultimi dieci anni la ricchezza del 10% più ricco è cresciuta di oltre il 28%, mentre per il restante 90% la crescita si è fermata al 15,3%.

Una spiegazione della diversa crescita della ricchezza potrebbe venire dalla composizione in cui sono allocati i capitali finanziari e non.

Il 10% più ricco necessita in percentuale di meno liquidità del restante 90% (i depositi sono l’8,3% contro il 10,1%), ma la vera differenza la fanno gli investimenti finanziari e le attività non finanziare (prevalentemente immobili). Mentre il 90% degli italiani immobilizza quasi ¾ del patrimonio in immobili, il 10% più ricco ve ne destina meno del 40% (era oltre il 55% quindici anni prima). Non solo: dal 2022 gli investimenti finanziari hanno superato quelli non finanziari: I primi incidono per oltre la meta del patrimonio (52,5%). Gli investimenti finanziari del 90% degli italiani è invece aumentato per molto meno: dall’11,7% del 2010 al 15.4%.


E’ la ricchezza finanziaria che spiega il tasso di crescita maggiore del 10% più ricco, a cui ha destinato nel corso del tempo sempre più risorse. Tanto che, limitatamente agli investimenti finanziari, la quota posseduta dai più ricchi arriva al 77,3% (66,8 nel 2010), mentre il restante 90% ne controlla il 22,7% (il 33,2% quindici anni fa).

Per entrare a far parte del 10% più ricco bisogna possedere almeno 1 milione di € tra attività immobiliari e finanziarie. Ma un italiano su due non supera i 40 mila €.

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