14 giugno 2026

Come hanno reagito le famiglie americane alla guerra di Trump

 La guerra degli Stati Uniti contro l’Iran iniziata a marzo ha fatto fuggire gli investitori esteri, la cui quota posseduta di azioni sul totale della capitalizzazione dei mercati azionari è scesa dal 18,5% a fine 2025 al 18,2% alla fine del primo trimestre di quest’anno, provocando un calo dell’indice S&P500 a marzo rispetto al mese precedente del 5.1%.

Poiché la quota del sistema finanziario americano è rimasto di fatto invariata al 36%, il maggior peso dei titoli azionari è stato assorbito dalle famiglie, che passano dal 41.7 al 42.1%, accaparrando anche lo 0,1% dismesso dalle amministrazioni pubbliche.


Nonostante il maggior peso delle famiglie americane nei mercati azionari, la quota delle azioni e delle partecipazioni sul totale degli investimenti finanziari posseduti dalle famiglie è scesa dal 43,7 al 43,4% a tutto vantaggio della liquidità (banconote e depositi) che sale dal 10,4% del 2025 al 10,7%.

Scendono anche gli investimenti nei fondi comuni dal 9,6 al 9,4% e nelle posizioni assicurative e pensionistiche (dal 25,8 al 25,7%).

In definitiva, le vendite sul mercato azionario delle famiglie sono state meno pesanti rispetto agli investitori esteri e il fatto che il sistema finanziario abbia mantenuto la sua quota in un conteso di prezzi in calo può lasciar pensare che abbiano discretamente rastrellato quanto veniva abbandonato dagli investitori esteri e dalle famiglie americane.

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