S&P500
Rispetto a un anno fa l’indice S&P500 è aumentato del 21.7%. Poiché gli eps sono aumentati nello stesso periodo del 18,5%, il buon andamento delle quotazioni include un 3,2% di crescita degli eps previsti per i prossimi dodici mesi. Poiché questi sono visti in crescita del 19.2%, il potenziale incremento per l’indice azionario è del 16%, nell’ipotesi che il P/E resti invariato a 24,6 volte gli utili.
Poiché nell’ultimo anno il
P/E è oscillato tra 22,25 e 25.3 volte gli eps, l’intervallo previsivo standard
consente di avere un potenziale di crescita tra dodici mesi dell’indice S&P
tra 8150 e 9270 punti, ovvero da un minimo dell’8% a un massimo del 22.7%.
ORO
La possibilità di un accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran ha ridato fiato al gold: al momento guadagna il 2,4% rispetto alla chiusura di venerdì.
Il cambiamento d’umore avviene dopo tre mesi e mezzo molto negativi. Dalla fine di febbraio perde ancora il 18,2%.
La guerra contro l’Iran ha indotto gli investitori a ridurre la propria esposizione in seguito alle vendite dei paesi arabi che vedevano svanire le entrate derivanti dal petrolio e dal turismo.
Nonostante dall’inizio dell’anno gli ETF specializzati nell’oro risultino ancora acquirenti netti per 51,7 tonnellate di oro, tra maggio e la metà di giugno le vendite sono prevalse sugli acquisti per 57 tonnellate. Le vendite sono arrivate da tutte le aree. In Nord America le vendite nette hanno raggiunto le 28,6 T. In Europa sono state 10,6 T. In Asia 16,7 T. e 1,1 nelle altre aree.
Il rimbalzo odierno delle
quotazioni non è tuttavia sufficiente per invertire il trend intrapreso
dall’inizio della guerra. Occorre che l’ottimismo indotto dalla possibile
tregua si consolidi e ritorni la fiducia. Ma potrebbe aver determinato il
bottom da cui ripartire.
BTC
Al di là dell’analisi tecnica, che con un frame mensile rimane ribassista, il bitcoin lo considero come un indicatore della propensione al rischio.
Il rimbalzo di oggi rispetto a venerdì scorso, pari al 4.7%, non cambia il trend di base, ma esprime il ritorno all’ottimismo dopo il possibile accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran.
Quindi pur essendo prematuro prendere posizioni importanti sul bitcoin, potrebbe essere un’occasione di acquisto, dopo aver perso dai massimi oltre il 40%.
Fondamentale sarà la
conferma del rimbalzo e il ritorno della fiducia in grado di sostenere la
propensione al rischio.
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