Wall Street è ormai convinta che la guerra stia per finire. Si respira aria di ottimismo. Non dico che non importa chi abbia vinto, ma importa sicuramente che la guerra fiinisca: che lo Stretto di Hormuz, ieri aperto alla navigazione commerciale (oggi è già più incerto), torni alla normale attività.
Ciò ha condotto l’indice
S&P500 verso nuovi massimi assoluti. Dall’inizio del conflitto guadagna il
3,6% e il 4,1 dall’inizio dell’anno. Gli utili per azione (eps) dovrebbero
crescere nel primo trimestre di quest’anno dell’11,7% rispetto allo stesso
periodo dell’anno scorso, un po’ meno di quanto conseguito nella parte finale
del 2025 (+13.1%). Ma già da questo trimestre dovrebbero tornare a crescere del
19,3%.
Ancora più sorprendente è
l’andamento della Borsa italiana, con l’indice FtseMib che
ritorna su valori che non vedeva dal 2000. Ma per chi fosse entrato all’inizio
dell’anno può mettere in conto un guadagno di oltre il 10%. Buone anche la
prospettive degli utili, visti in crescita nei prossimi dodici mesi del 10,6%.
Bene pure i mercati emergenti che mettono a segno dall’inizio dell’anno un incremento del 13.8% e per i quali si stima una crescita degli utili superiore al 40%
Si riprende anche il bitcoin che, pur perdendo dall’inizio dell’anno circa il 13%, ad aprile è rimbalzato di quasi il 12.
Anche l’oro, che nelle prime settimane aveva sofferto lo scoppio del conflitto, è ritornato sui 4.800 $, con un guadagno dall’inizio dell’anno di circa il 12%.
Gli unici a soffrire, almeno in questo mese, sono il petrolio che scende dai 118 $ di fine marzo a 90 $/b e le materie prime che arretrano di circa il 5%. Ma il confronto con i prezzi di un anno fa rimane impressionante (sia per chi ci ha investito, sia per chi deve fare i conti con la spesa di tutti i giorni)
Forse non siamo ancora tornati
alla normalità, ma gli operatori ci vogliono credere.
A Trump piacendo
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