L'indice azionario Msci China convertito in euro è prossimo a tagliare la media dell'ultimo anno, avviando un possibile trend rialzista, sebbene sia utile che superi il più recente massimo relativo (che si trova poco più del 5% più in alto) se si vuole evitare false partenze. Eventualità che, visti i chiari di luna nello scenario politico internazionale, non può essere totalmente esclusa. L'incontro previsto per metà maggio tra Trump e Xi Jinping potrebbe essere un catalizzatore nel bene o nel male della tendenza in atto.
Restando nell'ambito dei mercati finanziari, l'azionario cinese è cresciuto nell'ultimo anno del 13%. Nel mese di marzo ha lasciato sul terreno il 5,2%, ora totalmente recuperato. Rimane in perdita di quasi il 2% rispetto all'inizio dell'anno.
Le quotazioni prezzano 15 volte gli utili. Questi ultimi sono visti in crescita del 26% nell'arco dei prossimi dodici mesi.
Le prime dieci posizioni che compongono l'indice Msci China pesano per il 44% e includono, tra le altre società, Tencent, Alibaba, Xiaomi e Byd.
Vi sono quindi tutti i presupposti per ottenere dei buoni risultati. Solo se dall'altra parte dell'oceano qualcuno lo volesse.
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