03 aprile 2026

Business as usual

 


Dall’inizio dell’anno l’indice S&P500 ha perso solo il 3,8%. Dall’inizio della guerra contro l’Iran il 4,3%.

Gli utili per azione trimestrali (Eps Q) sono diminuiti a marzo rispetto alla fine del 2025 del 4%.

Pare che non ci sia alcuna guerra. Non c’è nessun crollo. Almeno al di là dell’Atlantico. Non solo, gli utili sono previsti in crescita tra dodici mesi del 21.5%.

Evidentemente gli analisti (americani) ritengono la guerra un innocuo inconveniente, che non modificherà il normale andamento degli affari.

Eppure, stando agli analisti di geopolitica, si sente ripetere che non solo il prezzo del petrolio resterà elevato a lungo, ma soprattutto che verranno intaccati i consueti rapporti commerciali, dato che gli impianti petroliferi dei paesi del Golfo richiederanno anni per essere ripristinati, con conseguenza carenza di carburanti almeno in alcuni paesi asiatici e probabilmente anche in Europa. 

I prodotti derivati dal petrolio per produrre i fertilizzanti, anch’essi provenienti dal Medio Oriente, sono aumentati a un punto tale che gli agricoltori americani stanno rinunciando alle coltivazioni. 

L’elio, che è un sottoprodotto del gas estratto dal Qatar, che valeva il 40% della domanda mondiale, e che era prevalentemente destinato a Taiwan e Corea del Sud oltre che ad altri paesi asiatici, e utilizzato per il raffreddamento nella produzione dei chip, tale per cui senza di esso la produzione di semiconduttori si ferma, rischia di bloccare qualunque produzione di prodotti e dispositivi elettronici, inclusi quelli destinati all’intelligenza artificiale e ai data center, ad eccezione di quelli ad uso militare.

Di tutte queste problematiche non vi è nulla nelle stime degli utili.

Penso che come gli USA abbiano sbagliato i conti con la guerra all’Iran, dovendo ogni settimana ridimensionare i loro obiettivi (prima il regime change, poi la minaccia nucleare ammesso che sia mai esistita, poi lo stretto di Hormuz ed ora nemmeno più quello), così gli analisti finanziari saranno costretti a ridimensionare le loro previsioni di crescita degli utili. Magari per qualche trimestre potrebbero ancora resistere, ma se la guerra continua (e l’ultimo discorso di Trump lascia intendere che continuerà, perché di fatto gli americani non hanno conseguito nulla) allora difficilmente sarà business as usual.

Nessun commento:

Posta un commento