02 agosto 2025

A da passà la nuttata

 Avvio in deciso ribasso per il mese di agosto. Praticamente tutte le principali asset class sono cadute.Wall Street dell’1,6%, il Bitcoin dell’1,7 e la Borsa italiana del 2.5%. L’unico a salvarsi è stato l’oro (+1,5%).

Rispetto all’inizio dell’anno, vediamo in testa ancora una volta il metallo giallo (+28,2%, ma convertito in euro si ridimensiona in +16,8). Segue il bitcoin (+21,7% e +10,8 in euro). Non male Piazza Affari (+16,8% come l’oro una volta convertito nella valuta comune). Decisamente deludente invece il mercato azionario americano che guadagna sì il 6,1%, ma per noi italiani significa in realtà un -3,4%.


Ma la domanda inevitabile è che cosa succederà adesso.

A parte il fatto che fino ad ottobre statisticamente dobbiamo affrontare un periodo poco felice (si veda il post del 29 luglio), non c’è nessuno che ve lo può dire. L’unica cosa che si può fare è vedere come potrebbero evolvere gli utili per azione (eps), ovviamente del principale mercato azionario, gli Stati Uniti.

Ma prima cerchiamo di capire se le attuali quotazioni sono elevate o meno. Che siano sui livelli massimi (dopo ieri, certamente no) o comunque molto vicino ai massimi non v’è dubbio. Ma tale valutazione deve essere rapportata agli eps. E' il rapporto prezzo / utili che ci può dire se i prezzi sono “d’affezione” o meno. Ebbene, mettendo a raffronto la chiusura di ieri con gli utili previsti a dodici mesi si ottiene un rapporto di 21,8. Tale valore è alto? È nella norma? L’unico modo per saperlo è metterlo a confronto con un media storica. Il P/E medio degli ultimi dieci anni si colloca a 25,3. Quindi le attuali quotazioni non sono assolutamente fuori scala. Ciò ci consente di ipotizzare che la crescita degli utili possa essere trasferita sui prezzi senza che il mercato debba essere considerato surriscaldato.

Vediamo quindi come, secondo gli analisti di S&P, dovrebbero evolvere gli eps.


In questi giorni le società che compongono l’indice S&P 500 stanno rilasciando gli utili del secondo trimestre. Al momento stanno crescendo dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Tale andamento dovrebbe migliorare nei tre trimestri successivi. Tra un anno, nel secondo trimestre del 2026, dovrebbero crescere di oltre il 15%.

Se quanto detto finora è giusto, ci si dovrebbe aspettare che da qui a dodici mesi le quotazioni possano crescere più o meno come gli utili attesi, salvo eventi che al momento non sono prevedibili.

A Napoli si direbbe… a da passà la nuttata. In altri termini, non lasciamoci spaventare dai ribassi che potrebbero esserci nei prossimi due tre mesi. Prima o poi finiranno e, si spera, tornerà il sole.

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