09 agosto 2025

Borsa Italiana e risiko bancario

 Se qualcuno avesse avuto la sfortuna di acquistare titoli azionari italiani nel 2007, poco prima della crisi dei mutui sub-prime con annesso fallimento della Lehman Brothers, e a causa del crollo li avesse tenuti pazientemente in attesa di rivedere i valori d’acquisto vedrebbe ora materializzarsi quella speranza. L’indice FtseMib è tornato infatti sui valori di 18 anni fa.


Poiché è improbabile che esista un simile investitore, volgiamo lo sguardo agli ultimi anni.

Il mercato italiano è in un trend ascendente dal settembre del 2022. In questo periodo i prezzi sono più che raddoppiati. Dall’inizio dell’anno, la crescita è del 21,8%.

Il buon andamento è riconducibile alla preponderanza dei titoli del settore finanziario, che pesano quasi il 50%. Più in particolare, è in corso nel mondo bancario un risiko che cambierà non poco gli assetti di coloro che si contendono i risparmi degli italiani.

La Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) ha appena acquisito il controllo della Popolare di Sondrio. E se Unicredit ha fallito l’acquisizione del Banco Popolare di Milano (Bpm), quest’ultimo si sente ora libero di concludere accordi con il Credit Agricole e con il Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il quale, a sua volta, ha in corso un’ Opa (Offerta Pubblica di Acquisto) per comprarsi Mediobanca (il salotto buono della finanza in Italia), che a sua volta sta tentando di comprare Banca Generali, il ramo del Wealth Management delle Assicurazioni Generali.

Quanto ai fondamentali, le quotazioni sono scambiate meno di 13 volte gli utili. Questi ultimi sono visti in crescita nei prossimi dodici mesi del 7,6%. Magari non sarà molto, ma rispetto a un anno fa, in cui sono cresciuti solamente dello 0,2%, è già un bel passo avanti.

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