Nonostante il calo di ieri (-0,64%, ma il settore tecnologico dell’indice S&P è sceso dell’1,63%), l’indice azionario americano è cresciuto per il quarto mese consecutivo. Dalla fine di aprile è aumentato del 16%.
Nel mese di agosto ha registrato un incremento dell’1,9%. Può sembrare un risultato modesto, ma la stagionalità degli ultimi 25 anni asseriva che sarebbe cresciuto dello 0,1%. Superato brillantemente anche questo mese estivo, si entra ora nel mese che statisticamente è il peggiore: -1,6% in media negli ultimi 25 anni (a settembre) e -2% negli ultimi dieci anni.
Ovviamente, le statistiche possono essere smentite. Ma vi è un fattore di cui occorre tener conto, quello che io considero il canarino dei minatori: il bitcoin.
Questa criptovaluta, come appare dal grafico, segue o precede, ma comunque si allinea all’andamento di Wall Street. Di fatto, una posizione in bitcoin equivale ad un acquisto dell’indice S&P500 ma a leva. Se dall’inizio dell’anno l’indice azionario è cresciuto del 10% o poco meno, il bitcoin è cresciuto (nonostante il calo iniziato a metà agosto) del 16%.
In altri termini, il bitcoin consente di ampliare i guadagni derivanti da Wall Street. Quando ciò avviene è un indicatore non solo della propensione al rischio degli investitori, ma anche del loro sentiment, del loro ottimismo. Viceversa, la vendita del bitcoin esprime la ricerca di una maggiore sicurezza o un vero proprio timore per il futuro: si vendono prima gli strumenti finanziari più rischiosi, se si nutrono dei dubbi sull’evoluzione dei mercati.
Se quanto detto ha un minimo di fondamento, non si può non notare la divergenza che si è aperta tra l’indice S&P e il bitcoin (riquadro a linea intera). Ciò può voler dire che anche il mercato azionario potrebbe essere coinvolto dal sentiment negativo degli investitori. Il mese di settembre potrebbe essere candidato a confermare questa ipotesi.
Tuttavia non è detto che è “matematicamente” certo: il riquadro a linea tratteggiata indica un bitcoin in calo, nonostante la crescita del mercato azionario. L'attuale divergenza può quindi essere un falso segnale.
Ma un’occhiata al canarino di Wall Street, ogni tanto, converrà darla: potrebbe in futuro risparmiarci delle sofferenze.
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