L’indice azionario americano S&P500 resta sui massimi, con un guadagno dall’inizio dell’anno di poco inferiore all’11%. Rispetto a dodici mesi prima, l’aumento è del 20,6%. Il trend rimane positivo.
Gli utili per azione (eps) dopo essere cresciuti nel primo trimestre del 27% rispetto allo stesso periodo del 2025 sono visti in rallentamento nel trimestre terminante a giugno (+22%). Ciò potrebbe indurre gli investitori ad una maggiore cautela. Nella seconda parte dell’anno potrebbero ritornare ad accelerare, ma nel complesso il tasso di crescita andrà a stabilizzarsi.
Il 2026 dovrebbe chiudere con una crescita degli eps del 24%. Ma il 2027 dovrebbe portare a un deciso rallentamento della crescita, tanto che alla fine dell’anno prossimo potrebbero registrare un incremento del 16%. Un simile rallentamento potrebbe deludere gli investitori.
La crescita dell’indice in termini annui del 20.6% si confronta con una crescita annua degli utili previsti per questo mese del 23%. S i può quindi sostenere che il mercato non incorpori ancora gli eps previsti per i prossimi dodici mesi, visti in espansione del 17,8%. Fermo restando il rapporto tra i prezzi e gli utili (24,1 volte), vi è un discreto margine per ipotizzare che anche il 2027, in base ai fondamentali, possa essere positivo.
Tuttavia, mentre la crescita degli utili previsti è in deciso rallentamento dal primo trimestre dell’anno scorso, le valutazioni espresse dal mercato rispetto agli utili restano sostanzialmente stabili in un intervallo compreso tra 22,2 e 25,3 volte. Non si può allora escludere che questa scala di valutazione possa essere rivista al ribasso se, come previsto, la crescita degli eps andrà via via indebolendosi.
Una simile riduzione della valorizzazione degli utili avrà inevitabilmente un impatto sulle quotazioni.
Fortuna vuole che se il rendimento degli eps attesi a dodici mesi viene messo a raffronto con i tassi annuali dei titoli americani si giunge alla conclusione che i primi sono al 5% innanzi al 4,1% dei secondi. In altri termini, non vi sono molte altre alternative agli investimenti azionari.
L’oro probabilmente si riprenderà, ma al momento non gode del favore degli investitori, piuttosto orientati a inseguire l'ultimo trend di moda: l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, le memorie e tutto ciò che vi gira intorno.
Ancor più improbabile è il bitcoin, sempre pronto a ripartire, ma che se non supera la soglia degli 80 mila $ (+25% dai valori odierni), è sempre a rischio di una nuova scivolata.
In definitiva, l’azionario americano potrebbe continuare a vincere per manifesta inferiorità delle alternative, ma il 2027 potrebbe raccontare tutt’altra storia.
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