18 luglio 2026

Materie prime e Bitcoin

 

Giunti a metà mese, l’azionario americano, i titoli decennali e l’oro risultano poco mossi rispetto alla fine del mese scorso. Gli unici a crescere sono le materie prime (oltre il 7%) e il bitcoin (+8,6%). 

L'aumento delle materie prime è di fatto riconducibile alla crescita dei prezzi del petrolio (+20,8% dall'inizio del mese) in seguito alla ripresa delle ostilità americane contro l'Iran. L'evoluzione futura dipende ovviamente dai progressi che potranno esserci nei negoziati per porre fine al conflitto. Trump ha bisogno di arrivare alle elezioni di midterm cantando vittoria, per cercare di risollevare un consenso che appare problematico per il resto del mandato. E' quindi probabile che le attuali tensioni siano destinate a rientrare, almeno nelle intenzioni dell'Amministrazione americana. Ma il fallimento di fatto degli ultimi accordi per giungere a un cessate il fuoco ci ricorda che l'eventuale tregua sarà sempre fragile e sempre pronta a sfociare in nuove ondate di bombardamenti, con annessi inasprimenti dei prezzi del petrolio. Il trend delle materie prime resta pertanto orientato positivamente.

Quanto al Bitcoin, il guadagno di questo mese non può costituire da base per annunciare l'avvio di un trend rialzista, ma potrebbe costruire un supporto da cui ripartire. Dai massimi la criptovaluta perde intorno al 50%. Ciò non esclude che possa subire ulteriori affondi, ma a questi livelli anche se dovesse impiegare 10 anni per recuperare i valori massimi consentirebbe un rendimento medio annuo del 7,2%, che salirebbe al 15% annuo se li raggiungesse in un quinquennio. Se i massimi fossero raggiunti nei prossimi tre anni si porterebbe a casa un guadagno  superiore al 25% annuo.

L'andamento del bitcoin dipende però dalla propensione al rischio degli investitori. Senonché non è propriamente il primo asset in cui normalmente si investirebbe. Ha bisogno di un clima di fiducia che al momento, pur essendoci, è percorso da incertezze e ripensamenti che invitano alla prudenza nell'assumere posizioni sull'azionario e che vengono amplificate quando si pensa alla valuta digitale. 

La circostanza che abbia incontrato il favore degli investitori più intraprendenti, paradossalmente, è più di buon auspicio per il clima che vi potrebbe essere sugli altri mercati che sul bitcoin.

Come si suol dire: una rondine non fa primavera

Nessun commento:

Posta un commento