Che le cose non stiano andando bene lo si può intuire anche dal grafico: +85% il costo di un barile di petrolio rispetto all’inizio dell’anno.
Questa volta il giochetto di annunciare (poiché solo di questo si tratta, di parole, mentre i bombardamenti continuano) di posticipare di 10 giorni, al 6 aprile, i bombardamenti sulle strutture energetiche iraniane non ha funzionato. Il mercato non ci crede più. Trump oltre che essere inaffidabile dal punto di vista politico internazionale, lo è ora anche per Wall Street.
Inoltre sta inviando circa 10 mila uomini nel Golfo Persico. Non può certo pensare con quelli di arrivare a Teheran. Vuole occupare qualche isoletta nello Stretto di Hormuz? Buona fortuna. Saranno bersagliati 24 ore al giorno dai droni iraniani.
E’ un’operazione suicida come suicida è tutta questa guerra. Si vuole liberare lo Stretto di Hormuz quando prima della guerra era già libero !
Presto il problema non sarà nemmeno più il prezzo. In Asia ci sono già alcuni paesi che lamentano la carenza di carburante. Presto avremo lo stesso problema in Europa.
Continuiamo così, facciamoci del male
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