08 marzo 2026

Un po' di storia

 Riprendo da "Milano Finanza" di ieri una breve storia sull'andamento dell'oro e dei mercati azionari in occasione delle crisi petrolifere dagli anni '70 agli anni '80 (Oro presto alla riscossa di Massimo Brambilla, p. 44).

Durante la prima crisi petrolifera degli anni '70 innescata dalla guerra del Kippur tra Israele e Egitto-Siria, che causò l'embargo del petrolio arabico verso i Paesi occidentali che sostenevano Tel Aviv facendone esplodere i prezzi (+213%), l'inflazione che ne scaturì e la conseguente recessione economica spinsero l'oro da 65 dollari l'oncia del 1972 a oltre 180 dollari nel 1974, triplicandone il prezzo, mentre lo S&P500 dimezzo il suo valore in una discesa durata 18 mesi (...)

Tra il '75 e il '76 il metallo giallo accusò una correzione fino a 120 dollari (...) per poi riprendere fino a 850 dollari l'oncia raggiunti nel gennaio del 1980 in occasione della seconda crisi petrolifera del 1979-1980 innescata dalla rivoluzione in Iran, che mandò fuori controllo l'inflazione occidentale (+13% negli Usa)

In Italia arrivò anche ben oltre il 20%.

Ed ecco il monito del settimanale finanziario:

Un simile "cigno nero" rappresenta dunque un grave rischio per i mercati azionari, dove lo S&P500 sarebbe capace di lasciare sul terreno fino alla metà del valore, mentre costituirebbe un'opportunità per l'oro, che non farebbe fatica a vedere quota 8.000 dollari in un contesto di estrema incertezza economico-finanziaria dominata dall'inflazione.

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